Introduzione su ICOCIMS
Il ICOCIMS (International Student Congress on Clinical Innovation and Medical Sciences) è un congresso biomedico internazionale guidato da studenti, organizzato dall’Università di Parma. L’evento mira a promuovere la divulgazione scientifica, lo sviluppo professionale e il networking tra giovani ricercatori e studenti di scienze biomediche provenienti da diversi contesti geografici e accademici.
Durante la sua terza edizione nel 2025, ICOCIMS ha offerto un programma articolato con presentazioni poster, workshop, career talk e panel, fornendo ai partecipanti occasioni concrete per condividere ricerche, acquisire competenze e creare contatti internazionali.
Obiettivo della nostra partecipazione
La nostra partecipazione a ICOCIMS in rappresentanza del SISM è stata proposta per vari motivi strategici:
- Valorizzare il Wolisso Project: cogliere l’occasione della nostra partecipazione per promuovere direttamente presso studenti, ricercatori e potenziali partner.
- Diffondere la ricerca: presentando il nostro poster sui temi del cambiamento climatico e dell’approccio One Health, si è data visibilità al lavoro di SISM e CUAMM nell’educazione globale.
- Costruire rete e opportunità di finanziamento: partecipare a workshop e talk ci ha permesso di raccogliere idee e strumenti utili per rafforzare la dimensione scientifica e progettuale del Wolisso Project.
La poster presentation
Durante questa sessione il Coordinatore Nazionale di progetto 2025 Valerio Foglia Taverna ha presentato il lavoro svolto dal nostro Gruppo Scientifico intitolato:
“Medical Students’ Perceptions and Knowledge on Health Impacts of Climate Change and the One Health Approach: A Two-Center Survey in Italy.”
Ha illustrato i dati raccolti tra studenti di UniCamillus (Roma) e dell’Università di Catanzaro, evidenziando come molti studenti riconoscano l’urgenza dei problemi legati al clima ma si sentano poco preparati in tema di One Health. Ha descritto inoltre le preferenze educative espresse: corsi elettivi, seminari esperienziali, tirocini internazionali.
Durante la presentazione, c’è stata anche occasione di sponsorizzato attivamente il Wolisso Project, parlando con partecipanti, docenti e studenti interessati, stabilendo contatti utili per futuri scambi, collaborazioni o supporti. Il networking creato speriamo possa tradursi in nuove opportunità di progetti, borse, e partenariati per il Wolisso Project.
La ricerca che abbiamo condotto
Cambiamento climatico e salute: cosa sanno (e cosa non sanno) gli studenti di medicina italiani?
Il cambiamento climatico è oggi considerato una delle maggiori minacce alla salute pubblica mondiale. Per affrontarlo, gli esperti promuovono il cosiddetto approccio “One Health” una visione integrata che considera la salute umana, animale e ambientale come profondamente interconnesse. Ma quanto ne sanno i futuri medici italiani? E quanto si sentono preparati?
Per rispondere a queste domande, il Gruppo Scientifico del progetto in collaborazione con il Comitato Scientifico di CUAMM ha condotto un’indagine tra gli studenti di medicina dell’Università di Catanzaro e dell’UniCamillus di Roma nell’autunno del 2024. In totale, 75 studenti (età media circa 22 anni, 65% donne) hanno risposto a un questionario somministrato durante le lezioni di igiene.
Consapevolezza alta, preparazione insufficiente
I risultati mostrano che i ragazzi sono consapevoli del problema: quasi il 65% ritiene che il cambiamento climatico avrà un impatto concreto sulla salute dei loro futuri pazienti, e circa il 76% riconosce il legame tra clima e approccio One Health. La maggior parte supporta l’inserimento di questi argomenti nel curriculum universitario.
Tuttavia, quando si tratta di preparazione reale, il quadro cambia. La preparazione sul cambiamento climatico è solo moderata, mentre quella sull’approccio One Health è decisamente bassa: appena il 5% si sente davvero preparato su quest’ultimo tema. Emergono anche lacune concrete nelle conoscenze, ad esempio sui gas serra, sulla desertificazione e sulle malattie infettive collegate al clima.
Cosa chiedono gli studenti?
Gli studenti non si limitano a lamentare le lacune: chiedono soluzioni concrete. La proposta più gettonata è l’organizzazione di conferenze con esperti (scelta dal 64% per il clima e salute, dal 52% per One Health), seguita da corsi elettivi e da corsi obbligatori. Molti sottolineano anche il valore delle esperienze pratiche internazionali, come i tirocini in paesi a basso reddito, che ampliano la visione e stimolano una medicina più consapevole e socialmente responsabile.
Un segnale chiaro
I risultati di questa ricerca, simili a quelli di studi condotti in altri paesi, lanciano un messaggio preciso alle università: la formazione su clima e salute non può restare facoltativa o marginale. I medici del futuro chiedono strumenti concreti per affrontare quella che il Lancet definisce “la sfida sanitaria del XXI secolo”.
Gli autori sottolineano che si tratta di uno studio preliminare, su un campione ristretto, e che saranno necessarie indagini più ampie per tradurre queste indicazioni in riforme curriculari solide. Ma il punto di partenza è chiaro: i futuri medici italiani vogliono essere preparati, e spetta alle istituzioni accademiche raccogliere questa sfida.
